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Il tributo di bonifica non è una tassa e ha una logica di funzionamento molto diversa da imposizioni come l’ICI o l’IMU. In particolare, il presupposto impositivo di queste ultime è la mera esistenza del bene immobile (si paga quindi perché si è proprietari del bene e si paga in base al valore del bene stesso).
Il tributo di bonifica, invece, è dovuto solo in presenza di un beneficio portato all'immobile oggetto della richiesta

 Perchè si paga     chi paga     a cosa serve      come funziona    
deducibilità del tributo di bonifica il tributo dei consorzi toscani
PERCHÈ SI PAGA

Nel caso del tributo di bonifica il pagamento è soggetto a due condizioni: il bene deve essere incluso nel perimetro di contribuenza e l’attività di bonifica deve portare un beneficio in termini di aumento o conservazione del valore del bene. L’ammontare del tributo dipenderà quindi dal beneficio che il bene trae dall’attività del consorzio.

Perché ci sia tributo, quindi, il consorzio deve aver redatto gli atti di legge (piano di classifica in primis) e deve svolgere un’attività che generi un beneficio dimostrabile al contribuente.

Per calcolare il beneficio si tiene conto di parametri tecnici (che quantificano e qualificano l’attività da svolgere per la sicurezza del bene) ed economici (che stimano il valore del bene). Ecco quindi che a parità di condizioni tecniche, un bene di valore elevato sarà soggetto ad un tributo più alto rispetto ad un bene di minor valore.

Riferimento giuridico Il contributo di bonifica trova la sua fonte normativa nell’art. 860 del codice civile, negli artt. 17 e 59 del R.D. 13.2.1933 n. 215 nonché negli artt. 8 e 24 della L.R. 79/2012.

CHI PAGA

 Sono tenuti al pagamento del contributo annuale di bonifica:

  •  tutti i proprietari di beni immobili, terreni e fabbricati, ricadenti all’interno del Perimetro di Contribuenza e che ricevono benefici dall’attività svolta dell’Ente;
  •  in caso di nuda proprietà ed usufrutto è tenuto al pagamento il nudo proprietario;
  •  in caso di comproprietà è tenuto al pagamento colui che detiene la maggioranza delle quote;
  •  in caso di comproprietà a parità di quote è tenuto al pagamento il primo intestatario della partita catastale;

Il tributo di bonifica è un onere reale sulla proprietà ed è quindi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone fisiche, eventualmente comproprietarie. Conseguentemente non è possibile provvedere alla ripartizione della quota di proprietà, frazionando il tributo, in quanto il bene immobile è considerato, in questo caso, bene giuridicamente indiviso. Si tratta quindi di un'obbligazione indivisibile regolata, ai sensi dell'art. 1317 codice civile, dalle stesse norme disciplinanti le obbligazioni solidali, con la conseguenza che ogni debitore è obbligato ad eseguire per intero la prestazione al creditore (con la possibilità, per colui che ha pagato l'intero di ripetere dagli altri condebitori, la parte spettante a ciascuno di essi, ex art. 1299 codice civile. In pratica, colui che riceve l’avviso ha comunque diritto di rivalsa sugli altri comproprietari per il rimborso delle quote di loro spettanza).

Questo è il motivo per cui nei casi di tributo su beni in comproprietà, il tributo arriva solo ad uno dei comproprietari.

Può succedere che il proprietario di un bene soggetto a tributo non riceva la richiesta di pagamento. In effetti, se dai calcoli derivanti dal piano di classifica il tributo per quel bene è di un importo inferiore ad una soglia minima fissata dal consorzio e comunque più basso dell’importo minimo per la messa a ruolo, il tributo non viene richiesto.

A COSA SERVE

Il tributo al Consorzio di Bonifica pagato dai cittadini consorziati proprietari di immobili e terreni è finalizzato al finanziamento delle attività di manutenzione e gestione delle opere e degli impianti di bonifica. Un’attività che il Consorzio svolge quotidianamente con i suoi mezzi (escavatori, trattrici, decespugliatrici ecc.) e con proprio personale specializzato, indispensabile per tutelare l’ambiente e contenere il rischio allagamenti. Detto altrimenti, il contributo di bonifica costituisce la quota dovuta da ciascun consorziato ai fini della ripartizione delle spese sostenute dal Consorzio di Bonifica per la manutenzione e l'esercizio delle opere di propria competenza, nonché per il proprio funzionamento (art. 29 della L.R. 79/2012).
Non gravano sul contributo le ulteriori attività effettuate dal Consorzio per conto di altri enti e regolate da convenzioni, accordi di programma, protocolli d’intesa e altro.

COME FUNZIONA

Il contributo viene imposto annualmente a ogni consorziato secondo l’entità del "beneficio" che il suo immobile (terreno o fabbricato) riceve dall’attività del Consorzio, così come prevede la legge. In sintesi per individuare il beneficio e il contributo da applicare si procede come segue:

Il Consorzio elabora il piano di classifica che definisce gli indici tecnici di beneficio per ogni sistema idraulico e/o centro di costo all’interno del perimetro di contribuenza (approvato, oltre che dal Consiglio dei Delegati del Consorzio, dalla Provincia di riferimento del Consorzio);

ogni anno, il Consorzio redige il bilancio di previsione delle spese da sostenersi nel corso dell’anno successivo e individua quindi, in funzione delle necessità tecnico-programmatiche, le entrate per fare fronte a tali spese, ovvero la quota complessiva dei contributi consortili a carico dei consorziati (consulta qui i bilanci dei consorzi);

si procede al piano di riparto annuale delle spese sostenute dal Consorzio per la suddivisione dei costi fra tutti i proprietari di immobili e terreni, secondo il beneficio da calcolarsi sulla base dei seguenti riferimenti:

  •  l’indice tecnico (variabile da zona a zona);
  •  la rendita catastale dell’immobile urbano e reddito domenicale dei terreni;
  •  i costi delle attività del Consorzio nel sistema idraulico nel quale è collocato il fabbricato o terreno in questione.

Anche gli atti sopraindicati, sono sottoposti al controllo degli uffici competenti della Regione Toscana.

Tutti i consorzi di bonifica toscani effettuano la riscossione del tributo in due fasi: la fase volontaria e la fase coattiva.
Nella prima fase il consorzio invia al contribuente una comunicazione relativa al tributo con l’importo da pagare, le modalità di pagamento e  tutte le indicazioni di legge. Questa comunicazione non costituisce un obbligo per il contribuente, ma anticipa l’invio dell’avviso di iscrizione a ruolo. Alla ricezione della comunicazione il contribuente può verificare la correttezza del tributo e se ci sono errori può chiedere le opportune correzioni e può pagare il tributo senza le spese tipiche della cartella di pagamento, come l’aggio. In questa fase i consorzi operano in proprio o con il supporto di soggetti esterni che curano la stampa e l’invio delle lettere. Il pagamento può essere effettuato con bollettino postale e, sulla base degli accordi presi dai singoli consorzi, tramite rid, bonifico bancario, carta di credito, direttamente al consorzio con pagamento pos, oppure in tabaccheria.

Il consorzio provvede poi a stilare l’elenco dei contribuenti che non hanno pagato il tributo entro il termine indicato nella comunicazione e lo passa ad Equitalia, che, per legge, è l’unico soggetto titolato ad effettuare la riscossione coattiva di imposte e tributi. Da quel momento è Equitalia a gestire l’intera procedura con l’invio delle cartelle esattoriali e la riscossione con i propri canali.

Oggi oltre il 90% dell’ammontare complessivo del tributo di bonifica emesso dai consorzi toscani viene riscosso nella fase volontaria, con un grande risparmio di costi e con tutti i vantaggi di procedure flessibili e tarate sulle esigenze dei contribuenti.

DEDUCIBILITA’ DEL TRIBUTO DI BONIFICA

Una serie di spese possono ridurre, in sede di dichiarazione, il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta: si parla in questo caso di deduzioni. Oltre ai contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari o le erogazioni liberali in favore degli enti non profit, anche i contributi di bonifica sono oneri interamente deducibili. Questo perché il tributo di bonifica è un onere reale che grava sull'immobile e come tale incide sul valore stesso del bene.

Anche per il 2016 i tributi di bonifica, in quanto "contributi ai consorzi obbligatori per legge" espressamente indicati nella lettera a) del comma 1 dell'art. 10 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, con la sola esclusione dei tributi di bonifica imposti su fabbricati abitativi per i quali il proprietario abbia optato per la cedolare secca.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito (con la risoluzione 44/E del 4 luglio 2013) che anche il tributo di bonifica imposto su immobili soggetti ad IMU, non affittati e non locati, è deducibile dal reddito complessivo ai fini IRPEF. non è deducibile, invece, il tributo di bonifica relativo a fabbricati locali per i quali si sia optato per il regime della cedolare secca (d.lgs 23/2011, art. 3).

Per usufruire della deduzione si deve indicare l'importo pagato del tributo al rigo "altri oneri deducibili" del modello 730/Unico, nel modello 730/2016 rigo E 26 con codice 11. E' necessario conservare sia l'avviso di pagamento (o la cartella), sia la documentazione attestante il pagamento. 

IL TRIBUTO DEI CONSORZI TOSCANI 

I consorzi di bonifica toscani, per effetto del processo di riorganizzazione in corso, emettono il tributo di bonifica in periodi diversi da consorzio a consorzio; ai seguenti link si può accedere direttamente alla propria posizione contributiva e ottenere informazioni specifiche.

Toscana Nord

Alto Valdarno

Medio Valdarno

Basso Valdarno

Toscana Costa

Toscana Sud

 

 

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