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«La legge regionale 79 ha dato uniformità alla materia, garantendo alla Toscana un modello unico in Italia per efficacia, efficienza e buone pratiche per la difesa del suolo dal rischio idrogeologico»

2Firenze, 15 marzo 2017 - «Il nuovo assetto dei Consorzi di Bonifica in Toscana garantisce più equità fra i contribuenti, prevedendo pagamenti più omogenei in tutta la Regione. I criteri individuati sono giusti e porteranno a una gestione molto più virtuosa del settore, al di là di eventuali modifiche o aggiustamenti sempre possibili a livello locale». Anbi Toscana risponde così alle polemiche che, in questi giorni, stanno accompagnando, in alcune zone della regione, l’arrivo dei nuovi bollettini con il tributo di bonifica, elaborato in base a parametri diversi rispetto al passato. «La nostra regione – spiegano da Anbi Toscana – ha avviato un percorso virtuoso di razionalizzazione degli enti che si occupano di bonifica e difesa del suolo, passando da 26 (13 Consorzi di Bonifica e 13 Comunità Montane) a 6 (numero degli attuali Consorzi di Bonifica). Questa riforma, portata avanti dalla Regione in stretta sinergia con i Consorzi e avvenuta attraverso la legge regionale 79/2012, è presa ad esempio a livello nazionale come modello di gestione innovativa dell’attività di prevenzione del rischio idrogeologico. In questo contesto vanno inseriti anche i cambiamenti relativi al tributo: fino allo scorso anno i parametri non erano sempre omogenei e c’erano alcune zone in cui il tributo non veniva pagato. Adesso le procedure sono state uniformate sulla base di stringenti direttive emanate dalla Giunta Regionale, anche se rimane ovviamente la dovuta proporzione (prevista per legge) fra il tributo e il beneficio ricevuto dal bene immobile (terreno o fabbricato) grazie ai lavori e all’attività del Consorzio di Bonifica. Il principio è pagare equamente tutti con le stesse regole, perché la sicurezza idrogeologica non può essere a macchia di leopardo. Il nuovo assetto della bonifica in Toscana ha portato anche a un aumento del 30% del reticolo affidato ai Consorzi (per un totale di 39mila Km), unendo quindi l’omogeneizzazione e ottimizzazione delle spese a un aumento dei lavori e della sicurezza. Adesso il lavoro dei nuovi Consorzi di Bonifica copre tutta la Regione, garantendo standard di attività uniformi. In alcune zone della Toscana, i nuovi Consorzi hanno cominciato a gestire i corsi d’acqua fino ad oggi interessati solo a interventi straordinari (magari dopo eventi calamitosi) finanziando come sempre la propria attività con il tributo di bonifica».
A proposito delle polemiche locali, registrate soprattutto in Val di Nievole, il presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino, auspica «che si possano abbassare i toni per dare il via, prima possibile, a una nuova fase di confronto fra Consorzi, enti locali, associazioni agricole e tutte le realtà coinvolte, per arrivare a un percorso condiviso. In particolare, le amministrazioni comunali sono, per i Consorzi di Bonifica, una realtà fondamentale con la quale confrontarsi e gestire il territorio e le sue criticità».
I dati regionali sul nuovo contributo di bonifica saranno oggetto di una conferenza stampa prevista nelle sedi di Anbi Toscana (via Cavour 81, Firenze) lunedì 20 marzo (ore 12).

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