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Grosseto, 10 aprile 2017 – Seconda giornata del tour informativo, organizzato dal Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud. Questa volta sui cantieri aperti sul fiume Ombrone. Come era stato per il giro sui cantieri del comprensorio senese, ad illustrare la tipologia dei lavori in corso ai giornalisti presenti, è stato direttamente il presidente del Consorzio, Fabio Bellacchi, assieme al direttore generale, Fabio Zappalorti e a Massimo Tassi, responsabile dei lavori.

Prima tappa, a Istia d'Ombrone, dove è in corso la demolizione dell'ultimo pilone del ponte provvisorio costruito subito dopo l'alluvione del 1966. Pilone che era rimasto da solo, proprio in mezzo al letto del fiume, in prossimità dell'abitato di Istia D'Ombrone ed elemento assolutamente negativo, ogni qualvolta il fiume va in piena, per il corretto deflusso delle acque. “Si tratta di un intervento fondamentale che abbiamo concordato con il Genio Civile – spiega Fabio Bellacchi – per dare corso al fiume, ridargli profondità e proteggere al meglio l'abitato di Istia”.  Per la demolizione, il Consorzio si è servito di un escavatore munito di un braccio speciale, capace di "mangiare" il vecchio cemento armato e di sgretolarlo. Contemporaneamente, sulla sponda destra dell'Ombrone, ovvero quella posta proprio sotto al vecchio borgo, è in corso di realizzazione una scogliera, a protezione dell'abitato stesso, dalla lenta e costante erosione provocata dal fiume. Intervento questo, fondamentale per la sicurezza del paese, in caso anche di prossime piene del fiume. Costo complessivo dei lavori: 150mila euro, finanziati dalla Regione Toscana, in accordo con il Genio Civile.

Seconda tappa, ancora sull'Ombrone, stavolta in Grancia, in prossimità del "Ponte dei Francesi", struttura risalente agli anni 70, che sino a pochi anni fa, era utilizzata dall'Acquedotto del Fiora per veicolare l'acqua nella città di Grosseto. Qui, si procede alla realizzazione di un'altra scogliera, necessaria per rinsaldare la spalla destra del ponte che era stata scalzata dagli eventi alluvionali del 2012. Se il ponte dovesse infatti cedere in quel punto, sotto la spinta dell'acqua, potrebbe formare un pericolosissimo tappo proprio nell'alveo dell'Ombrone, con tutti i rischi di esondazione che ne deriverebbero. Si pensa inoltre, di poterlo recuperare in futuro, nell'ottica della realizzazione di una sentieristica lungo lo stesso fiume. Costo complessivo dei lavori, anche qui finanziati dalla Regione Toscana, in accordo col Genio Civile, circa 200mila euro.

Terza e ultima tappa, un po' più a monte, in prossimità del ponte detto, del "Cipressino", per il nome della strada che in quel punto attraversa l'Ombrone. Siamo in pratica, sulla strada che conduce sul Monte Amiata, poco dopo Paganico. Anche qui, si procede alla realizzazione di una scogliera, stavolta a protezione del ponte stesso che minacciava di essere bypassato, o meglio aggirato, dal percorso del fiume. “Qui si rischiava che il ponte venisse scalzato dall'Ombrone – aggiunge Bellacchi – inoltre, faremo un altro progetto, dal momento che qui c'è tanta breccia, secondo quello che dice la legge regionale sulle cave, dando indietro la breccia stessa, potremo avere in cambio dei lavori, diciamo a quel punto, gratis”. Non solo, ma si lavora anche nello stesso alveo, con l'intenzione di aprire altre due luci del ponte che oggi sono completamente ricoperte di terra e vegetazione, si da fornire al fiume, un percorso più largo e "pilotato". 

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